<% Set objConn = Server.CreateObject("ADODB.Connection") objConn.Open "DRIVER={Microsoft Access Driver (*.mdb)};DBQ=" & server.MapPath("/mdb-database/database.mdb") Set RS = Server.CreateObject("ADODB.Recordset") sql="SELECT * from prodotto2 order by Prodotto2" Set RS = ObjConn.Execute(sql) %> Scrittura .. Antonio de rose Pittore poeta artista
 
 

Di origini cosentine, toscano d'adozione vive a Cevoli di Lari (Pisa).

Si occupa a tempo pieno dei suoi principali linguaggi artistici, poesia, pittura e scultura.

- Poesia -

Lo stile dell’incompiuto

Sensi diversi sono i traits-d’union lirici come caleidoscopi di sinestesie e nessi di sequenze filmiche che la memoria fa riaffiorare.
Antonio De Rose è un artista che guarda nello specchio della sua ombra e ne trae gestualità dialettica, spesso teatrale (“ab initio”). E’ nel calcolo di una vita ermetica e si pone là, dentro lo spazio bianco o nero per interpretarlo.
La vita ha un “peso muto” ma il poeta lo riempie di vibrazioni emotive, di frantumi sentimentali che vanno ad incunearsi negli anfratti cubisti della parola o meglio ne “L’acquolina di Picasso”.
Sensi diversi che si uniscono come in un puzzle dove si cercano parole ad intarsio per uno stile dinamico ed incisivo come un segno su una lastra o pietra per creare litografie o xerigrafie semantiche. Ciascuna è una prova d’autore irripetibile.
Tuttavia vi è sempre il senso dell’incompiuto e di velata mestizia, nonostante si cercano le unioni del verso, gli enjambements che scandiscono partiture legate come i legami della vita nel loro instabile equilibrio che conduce allo scioglimento inesorabile.
Tutto è niente nell’iperbole del tempo ciclico, è un “andar in forma di tedio” , è come sentire Camus od il leopardiano dialogare della natura con l’Islandese. Natura matrigna e beffarda, natura carro di Tespi dove si recita a soggetto ed i personaggi, come avrebbe detto Pirandello, hanno perduto il loro Autore per non ritrovarlo più.

Nella dicotomia, od inevitabile dualismo tra la materia e la forma, è difficile una estetica conciliante, e la felicità sta probabilmente nella natura del “pazzo” che deborda e tracima la propria creatività. Sarà forse un affondo a Dino Campana o la traslazione degli Elefanti di Dalì nell’impeto ironico di un carnevale.
Dice il poeta:
“…Divertito / Ho acceso fuochi di burle / Li ho tenuti accanto / E sereno sono stato aiutato / A cadere dolcemente / Sistemato per colpire / Nell’attesa gli affabili malvagi”
Continua:
“Perfino in penombra / Percorro polvere / E perfido in briciole / Mi specchio / E immagino più forme / E darmi scatto nel segreto”

Cultore di montaliane solitudini tra la lotta di sogni e di stelle in un’infanzia “a corto di inquietudini” e non più trascinabile nell’oggi (sorta di Fanciullino pascoliano), Antonio sa che il volere è breve ed il volo effimero, e che un’eventuale compagna di vita non innesta che la fede nella carne (così Montale nella poesia a Dora Markus).
“Io esco dalla foto originale d’un legame”… ma il volo cerca la sua fine e la pietra dei ricordi disegna ancora nuvole per nuovi cieli.


Sandra Lucarelli
Critico d’arte

Pisa, Aprile 2008

 

La poesia di ANTONIO DE ROSE descritta dal pubblico “ lettore e interprete Rodolfo Baglioni”

Pablo Neruda diceva che “chiedere ad un poeta di spiegare le sue poesie e’ come chiedere l’eta’
a una donna”.
La prima volta che ho letto una poesia di Antonio De Rose in pubblico e’ anche la prima volta che ho letto una sua poesia e non lo dimentichero’ mai.
In una bella serata estiva, in un paesino della provincia di Pisa, nel piacevole avvicendarsi di gente che, passeggiando in un giardino pubblico, per l’occasione allestito a mostra di pittura, scultura e….
Poesie di svariati autori, non ebbi proprio il tempo di “chiedere ad Antonio De Rose l’eta’….”.
Mi ringrazio’ comunque per la lettura e mi regalo’ il libro sul quale era riportata la poesia che avevo letto quella sera.
Quella poesia si intitolava, “ l’acquolina di Picasso” e la considerai in un primo momento altamente INCOMPRENSIBILE ma,….ne rimasi ATTRATTO.
Cominciai quindi a portarmi dietro, nel borsello, quella raccolta di poesie leggendola con
la piacevole consapevolezza di NON….. capire quasi niente, e, conoscendo meglio poi Antonio,
ebbi la sensazione che non gradisse affatto parlare e soprattutto “spiegare” le sue poesie, ma.,
(altra sensazione che ebbi,) era come che si aspettasse qualcosa di piu’, qualcosa che, col tempo
si rafforzasse senza tante indagini scientifiche e meccanicistiche. Lo sentivo quindi ostico ad ogni stereotipata “apertura” e pertanto avevo bisogno di una chiave di accesso al suo mondo (poetico). Gliela chiesi, e lui, molto educatamente, ma con fermezza, me la nego’. Non lo vidi per svariati mesi, forse un anno, ma continuai a portarmi dietro
quel libro che, gradualmente, comincio’ a regalarmi sensazioni che avevo provato assai raramente
con quella intensita’ e soprattutto, lo trovai assolutamente unico.
Sono passati tre anni credo da quando ho conosciuto De Rose e pur rafforzandosi molto la nostra collaborazione ho ancora, leggendo, e scoprendo anche le altre sue raccolte, quella piacevole consapevolezza di non capire …….
Ma sto nel frattempo COLLEZIONANDO sensazioni veramente uniche, di grande spessore…ed ora sono io, che mi aspetto qualcosa di piu’…dalla sua ARTE e senza …. “chiedergli l’eta’”.


RODOLFO BAGLIONI
attore

 

- Pittura -

Avvicino le opere di Antonio De Rose all’aria per la loro corporeità sottile. La sua pittura si versa nelle cose, toccandole con una parte dello spirito, ma senza oscurarle, senza opacizzarle, senza lasciar sopra di loro le tracce mistificatrici del proprio passaggio. La trasparenza è capace di svelare quanto lo è un segno, come un segno deciso può avere in sé la levità della trasparenza. La pittura di Antonio si muove su terreni poco frequentati, come la sua poesia, mostrandoceli nella loro intimità con ferma intenzionalità. Similmente all’azione dell’aria, che modella i deserti con la sua forza inoltrandosi in luoghi dove raramente l’uomo sa orientarsi.

Dott. Tiziana Presi
(dalla presentazione critica di Opera a Fronte)

L'acceso cromatismo e le forme plastiche della pittura di Antonio De Rose s'innestano su una cultura visiva che vuole trasmetterci sensazioni cromatiche e tattili di grande vigore. Veicolano echi di un linguaggio artistico che si fonda sulle grandi esperienze della nostra contemporaneità. La sua pittura ci invita a guardare non "oltre" le cose, ma "dentro", con un occhio mai pago di intese e coinvolgenti emozioni che scavano nella nostra coscienza.

Gerardo Pecci
critico d'arte

 

- Scultura -

Ci sono tendenze nell’arte contemporanea che uno scultore ne rimane attratto studiandole.
Antonio De Rose sta affrontando il discorso Astratto-informale nelle sculture composte di materiali di recupero, spesso accompagnate da motivi di terracotta, create con reminescenze figurative che sembrano riportarlo su quella vecchia strada fatta di regole e proporzioni mai abbandonate definitivamente.

Paolo Grigò
(Artista)